Sostienici per sostenere la cultura

 

Hai una scuola di recitazione, danza, musica? Vuoi promuovere la tua attività e/o la tua compagnia teatrale? Contattaci via mail cliccando sul logo per conoscere le nostre proposte e i nostri servizi.

Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

TEATRO VITTORIA: La stagione 2021/2022

16 Settembre 2021 - 22 Maggio 2022

 

STAGIONE 2021/2022

 

Dal 16 al 26 settembre 2021

dal 16 al 26 settembre 2021 (h 21.00, domenica 19 e 26 h 17.30, mercoledì 22 h 17.00

 

NON TI SCORDAR DI ME

Scritto e diretto da

Chiara Bonome

con

(in ordine di apparizione)

Stefano Messina, Carlo Lizzani, Marco Simeoli, Stefano Dilauro

scenografia Alessandro Chiti

costumi Giulia Pagliarulo

disegno luci/datore luci Valerio Camelin

foto di scena Manuela Giusto

Produzione Attori & Tecnici

Cosa succederebbe se una mattina ci svegliassimo senza ricordare più nulla? È questo il divertente dramma di Alberto, psichiatra che si ritrova nel suo studio improvvisamente privo di ricordi, con il solo aiuto dei suoipazienti Orlando, affetto da rupofobia – la paura dello sporco – e Vittorio, vittima di stress emotivo.

Non ti scordar di me” è una commedia dai toni brillanti che, tra equivoci, nonsense, ironia e giochi di parole, vuole ricordare – attraverso una storia in cui a mancare sono proprio i ricordi – il valore dei singoli momenti e situazioni della vita e la facilità con cui si tenda a dimenticarli. Un inno all’imperfezione, resa perfetta dallanostra unica e insostituibile umanità.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

 

Dal 28 settembre al 3 ottobre 2021

(h 21.00, mercoledì 29 h 17.00, domenica 3 h 17.30)

 

LA LUNA DI PATMOS

Piazza Fontana, 12 dicembre 1969 

di

Gianni Clementi

con

Stefano Messina

regia di Stefano Messina e Chiara Bonome

musiche M° Pino Cangialosi

Produzione Attori & Tecnici

A più di cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana un racconto per parole e musica, emozionale, suggestivo, su una dellevicende più inquietanti dell’Italia del dopoguerra, che diede l’avvio a un attacco eversivo contro la Repubblica. Una ferita non ancora rimarginata, viva, una bomba inestinta che continuerà ad esplodere finché tutta la verità non sarà accertata. Quello che però sappiamo, conquiste parziali, incomplete ma significative, frutto dello sforzo e del lavoro di uomini e donne chehanno perseguito con fatica la verità, abbiamo oggi il dovere di ricordare e trasmettere alla società e alle nuove generazioni, per contrastare gli strateghi della paura di ieri, di oggi e di domani.

Il monologo, nato dalla fertile e incisiva scrittura di uno dei più interessanti e prolifici drammaturghi contemporanei, econcepito e musicato come un’opera da uno dei maggiori compositori di musica di scena, è suonato dal vivo da un ensemble da camera di 3 elementi. Lo spettacolo non è il racconto, la cronaca o un ripercorrere i fatti e le vicende giudiziarie e di tutti i depistaggi e le coperture della prima strage di stato che di fatto non ha consegnato colpevoli alla giustizia. È un dialogo della coscienza, il tormento e il punto di vista personale di chi per un caso fortuito quella strage l’ha scampata. Infatti Giovanni, impiegato di una filiale della banca dell’agricoltura di Roma, e prototipo del qualunquista, il 12 dicembre si reca in missione a Milano. Non è solo una trasferta di lavoro. Giovanni, per la prima volta in vita sua, ha deciso di tradire sua moglie, con una collega di lavoro della filiale milanese della banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana. Uncontrattempo lo fa arrivare tardi all’appuntamento, salvandogli la vita. Per Giovanni, uomo qualunque, inizia un percorso interiore che lo spinge a scavare in sé stesso e soprattutto a cercare di capire il perché di tanta crudeltà. Un viaggio lungo cinquant’anni che lo conduce a scoprire la poetica di Pier Paolo Pasolini e le profezie apocalittiche dell’apostolo Giovanni,un bar pieno di fumo di Buenos Aires, i versi aurei di Pitagora e il mare cristallino di Patmos. Fondamentalmente il desiderio,la curiosità civile di un uomo che decide di riempire di significato la parola “Democrazia”.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 5 al 10 ottobre 2021

 

LA FOTO DEL CARABINIERE

(La storia di Salvo D’Acquisto e di mio padre)

Scritto, diretto e interpretato da

Claudio Boccaccini

musiche originali Maurizio Coccarelli

collaborazione artistica Silvia Brogi

collaborazione tecnica Maurizio Pepe

fotografie Matteo Montaperto e Marco Picistrelli

Produzione Società per Attori

Nell’estate del 1960 Claudio Boccaccini, all’epoca bambino, scopre che il papà Tarquinio conservava gelosamente, e ai suoi occhi misteriosamente, la foto di un giovane in uniforme nella sua patente di guida. Il piccolo ne chiede al padre la ragione e, dopo molte insistenze, riesce a farsi raccontare la storia del giovane carabiniere, Salvo D’Acquisto, della loro amicizia e del suo eroico sacrificio che, nel 1943, salvò la vita di Tarquinio e di altri 21 uomini innocenti.

La struttura narrativa ripercorre gli anni di un’Italia ingenua e spensierata, fruga tra i ricordi di una tipica famiglia romana, quella dell’autore. Al centro del racconto la Roma degli anni sessanta, la vita di quartiere, le gite al mare domenicali, i giochi nei cortili, i personaggi divertenti della romanità dell’epoca che rimandano agli anni d’oro che hanno reso indimenticabile la commedia all’ italiana del cinema di Germi, Zampa, Risi, Monicelli.

La forza evocativa del testo è quella dirompente di una storia “vera” lasciata in eredità da un padre e trasformata dal figlio in uno spettacolo teatrale nel quale si ride e ci si commuove con la stessa intensità.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 12 al 24 ottobre 2021

 

LA TOVAGLIA DI TRILUSSA

di

Ariele Vincenti e Manfredi Rutelli

con

Ariele Vincenti

musiche dal vivo M° Pino Cangialosi

supervisione artistica Nicola Pistoia

Produzione La Bilancia

La Tovaglia di Trilussa è interpretato con poetica e sincera passione da Ariele Vincenti, nei panni di Remo, un immaginario custode dello Zoo di Roma, diventato amico del poeta durante le lunghe passeggiate in sua compagnia tra le gabbie degli animali. Una sera Trilussa, ormai settantenne decide di invitarlo per la prima volta a cena in Osteria, dove tra bicchieri di vino e atmosfere “di una volta” in un giorno tanto particolare quanto malinconico, si racconta l’avventurosa vita e la straordinaria Poetica di Trilussa; dagli inizi nei Caffè Concerto, alle lunghe tournée in giro per l’Italia, in Europa e in Sud America.

La sua disincantata ironia, i suoi amori incostanti, la passione per le Osterie, il suo vivere sopra le righe, il suo sperperare i guadagni, la sua innata libertà, il suo rapporto col potere, fanno di Trilussa un poeta, con un vissuto unico, che gli permetterà di diventare universale, nonostante scriva in dialetto. Nello spettacolo, la cronologia della cena va di pari passo con il racconto della sua poetica, frutto di un’accurata ricerca. Dalle poesie più famose, alle macchiette, dai sonetti alle favole, restituendo, con questo racconto teatrale, a noi, ed all’amico Trilussa, il giusto ricordo umano, il doveroso onore artistico, la giocosa e scanzonata maschera del poeta che è stato.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 26 al 31 ottobre 2021

 

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

di Luigi Pirandello

con

Felice Della Corte

e con

Silvia Brogi, Claudio Boccaccini, Francesca Innocenti, Gioele Rotini, Marco Lupi,

Titti Cerrone, Fabio Orlandi, Andrea Meloni, Jessica Agnoli, Luca Vergoni

costumi Antonella Balsamo – scene Eleonora Scarponi

assistenti regia Andrea Goracci, Andrea Meloni – foto Marco Picistrelli

adattamento e regia di Claudio Boccaccini

Produzione Golden Show

Sei personaggi in cerca d’autore” è molto probabilmente l’opera più famosa di Luigi Pirandello e, di sicuro, quella che più di ogni altra ne compendia e sintetizza le tematiche, i climi, le suggestioni.

L’opera debuttò nel 1921 e il pubblico rimase talmente sconcertato che alla fine dello spettacolo contestò violentemente lo stesso autore presente in sala al grido, come si sa, “Manicomio! Manicomio!”.

Oggi, a distanza di un secolo, in una società profondamente mutata, è lecito chiedersi cosa rimanga di scandaloso, di disorientante, di sorprendente in quest’opera.

Si può escludere sicuramente il meccanismo del “teatro nel teatro”, ormai trito, visto e rivisto. Anche il linguaggio, che può anzi risultare oggi spesso ridondante, prolisso, barocco, specchio di una certa “italietta” prefascista piccolo-borghese, ormai poco funzionale a una moderna visione dell’azione e comunicazione scenica.

Quello che continua a stupirci e appassionarci in questa grande opera è altro. Tanto altro. Il “plot” ad esempio, che in Pirandello

sempre geniale, avvincente, appassionante e in questo caso anche ricco di colpi di scena; e poi lo scavo nella desolazione e nelle trappole dell’animo umano; e poi ancora la messa a confronto, impietosa, tra una concezione del teatro stanca, annoiata, routinier – che ha i suoi rappresentanti nel gruppo della “compagnia”, capocomico e attori – e la verità feroce e vibrante della teatralità vitale e ardente nei “personaggi”.

Ecco, in questo soprattutto è continuamente ribadito un concetto tanto caro a Pirandello: quanto i personaggi, frutto della fantasia di un autore, siano più vivi e veri delle persone reali. Talmente vivi e veri che invaderanno un giorno il palcoscenico di un teatro interrompendo, con un colpo di scena, la prova di una compagnia e dando inizio così a un’opera considerata a ragione un testo capitale della drammaturgia universale.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 2 al 7 novembre 2021

 

A CUORE APERTO

testo e regia di

Gianni Clementi

con

Massimo Wertmüller

musiche M° Pino Cangialosi

musicisti Pino Cangialosi e Mario De Meo

luci e fonica Marco Laudando

Produzione Milleluci Entertainment

Carl Gustav Jung diceva: “I drammi più commoventi e più strani non si svolgono nei teatri, ma nel cuore degli uomini”. Ed è proprio il cuore l’inconsapevole protagonista di questo spettacolo, che paradossalmente, ad onta delle parole del grande Psichiatra, non può che svolgersi sulle tavole di un palcoscenico. Ed è il cuore di Massimo Wertmuller messo a dura prova da Roma, la sua città, che ormai stenta quasi a riconoscere, a diventare una sorta di testimone del proprio tempo. È per questo che “A cuore aperto” diventa una sorta di “dichiarazione di guerra” a Roma e alla sua lingua fatta da un suo cittadino, da un suo figlio, che rifiuta questa sorta di mutazione genetica di cui è preda la sua Città. Roma, città multietnica sempre in bilico fra cinismo e generosità fra disincanto e commozione, ma non solo. Massimo Wertmuller intraprende un viaggio partendo dalle radici di una civiltà, con qualche dotta dissertazione, ma anche qualche inevitabile caduta, per arrivare a riflettere sui grandi temi della vita stessa. È un percorso intimo, a volte sfrontato, alla ricerca delle proprie origini accompagnato dalle musiche del Maestro Pino Cangialosi. La nostalgia per una Roma che non è più. Il coriaceo piacere di appartenere a questa città, alle sue esagerazioni, ai suoi odori, alle sue periferie, alla sua bellezza. Riconoscersi nell’amore per Roma che vive nelle parole di Pasolini. Un viaggio all’insegna del divertimento, ma anche della riflessione.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 23 al 28 novembre 2021

 

TRASCENDI E SALI

di e con

Alessandro Bergonzoni

scene Alessandro Bergonzoni

ufficio stampa Licia Morandi

assistenza impianti tecnici Tema Service

regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfo

distribuzione e organizzazione Progetti Dadaumpa Srl

Produzione Allibito Srl

“Trascendi e sali”: un consiglio ma anche un comando. O forse una constatazione dovuta ad una esperienza vissuta o solo un pensiero da sviluppare o da racchiudere all’interno di un concetto più complesso. Perché in fin dei conti Alessandro Bergonzoni in tutto il suo percorso artistico, che in questi anni l’ha portato oltre che nei teatri, nei cinema e in radio, nelle pinacoteche nazionali, nelle carceri, nelle corsie degli ospedali, nelle scuole e nelle università, sulle pagine di giornali quotidiani e settimanali, nelle gallerie d’arte e nelle piazze grandi e piccole dei principali festival culturali, Bergonzoni dicevamo è diventato un “sistema artistico” complesso che produce e realizza le sue idee in svariate discipline per, alla fine, metabolizzare tutto e ripartire da un’altra parte facendo tesoro dell’esperienza acquisita. E tutto questo ad un autore che non ha rinunciato alla sua matrice comica, mai satirica, aggiunge un ulteriore, ovvia, complessità per il suo quindicesimo debutto teatrale. “Trascendi e sali” arriva infatti dopo “Urge” e “Nessi” spettacoli che hanno inciso profondamente Bergonzoni, in tutti i sensi, aprendogli artisticamente e socialmente strade sempre più intricate e necessarie. Uno spettacolo dove il disvelamento segue e anticipa la sparizione, dove la comicità non segue obbligatoriamente un ritmo costante e dove a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo. “Trascendi e sali” come vettore artistico di tolleranza e pace, colmo di visioni che, magari, riusciranno a scatenare le forze positive esistenti nel nostro essere. Piuttosto che in avanti potrebbe essere, artisticamente, un salto di lato a dimostrazione che a volte per una progressione non è sempre necessario seguire una linea retta. Dove la carta diventa forbice per trasformarsi in sasso, dove il comico si interroga per confessare e chiedere e tornare a indicare quello che evidentemente lui vede prima degli altri. Forse dall’alto delle sue scenografie o nella regia condivisa con Riccardo Rodolfi. Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 30 novembre al 5 dicembre 2021

 

LA VEDOVA SOCRATE

Liberamente tratto dall’Opera LA MORTE DI SOCRATE di Friedrich Dürrenmatt

di

Franca Valeri

con

Lella Costa

regia Stefania Bonfadelli

Produzione Centro Teatrale Bresciano

Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano, prima di compiere 100 anni il 31 luglio 2020 aveva chiesto a Lella Costa di raccogliere il suo testimone e interpretare Santippe, la protagonista della commedia ‘La vedova Socrate’, testo da lei scritto nel 2003. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Antico di Siracusa ed ha intrapreso un tour estivo durante il quale purtroppo Franca Valeri ci ha lasciato. La sua “vedova”, come lei voleva, continua a vivere, raccogliendo il commosso tributo delle molte platee dei teatri in cui fa tappa. Il testo è un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica. Liberamente ispirato a ‘La morte di Socrate’ dello scrittore svizzero Friedrich Durrenmatt, nato a seguito dell’intuizione di Giuseppe Patroni Griffi che glielo suggerì, è ambientato nella bottega di antiquariato ed oggettistica di Santippe, la moglie del filosofo tramandata dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità. “Patroni Griffi ha letto il testo di Durenmatt e mi ha detto se ne potevo trarre qualcosa. Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – spiega Franca Valeri – Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti. Nel testo di Durenmatt c’è poco di Santippe. Per questo, per conoscerla meglio, ho preso delle informazioni su Socrate e ho letto i ‘Dialoghi’ di Platone. Mi sono fatta l’idea di una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo per noi straordinario ma che per lei era semplicemente un marito e per giunta noioso”. Nello spettacolo si sfoga per tutto quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate come Aristofane e Alcibiade, una masnada di buoni a nulla a cominciare da Platone, il principale bersaglio polemico dello spettacolo. Lei non sopporta che abbia usurpato le idee del consorte anche se fu molto fedele nel riportarle. E così lo degrada a un semplice copista e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d’autore. Anzi alla fine pensa di poter scrivere lei un dialogo: protagoniste però sarebbero le donne. Ed è infatti soprattutto alle donne che parla: neanche la vedovanza le toglie il diritto di emanare un giudizio onesto sul comportamento dei mariti, degli uomini in generale e anche di quelle donne che ingannano l’altro sesso. Non serve, dice, indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo così com’è da vivo e da morto; d’altronde, “la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe”.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 7 al 12 dicembre 2021

 

ANIMA LATINA

Poeti e canzoni del sud del mondo

con

Mariangela D’Abbraccio

regia di

Francesco Tavassi

Produzione Nidodiragno/Coop. CMC

Frammenti letterari e di teatro, poesie, pensieri e soprattutto canzoni di autori italiani, spagnoli, portoghesi e sud americani che hanno in comune l’anima e la poetica della grande cultura popolare, in un percorso emozionale da interprete, da attrice-cantante.

Jorge Luis Borges, Fernando Pessoa, Pablo Neruda, Pierpaolo Pasolini, Eduardo De Filippo, Astor Piazzolla, Vinicius De Moraes, Caetano Veloso, Sergio Endrigo, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Luigi Tenco, Pino Daniele, Domenico Modugno, Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio sono alcuni tra gli autori rappresentati in questo spettacolo.

Mariangela D’Abbraccio, con l’accompagnamento del pianoforte, ci propone un repertorio che incrocia le profonde assonanze tra le musiche popolari del mondo, con un forte riferimento alla figura delle grandi chanteuses: Amália Rodrigues, Mercedes Sosa, Juliette Greco, Susana Lago, ma anche canzoni napoletane e ballate di cantautori italiani.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 14 al 19 dicembre 2021

 

UN PIANETA CI VUOLE

…c’è nessuno?

da un’idea di

Daniele Ronco

drammaturgia di

Ugo Dighero, Marco Melloni e Daniele Ronco

con

Ugo Dighero e Daniele Ronco

regia Luigi Saravo

scene Jacopo Valsania – aiuto scenografo Roberto Leanti – costumi Teresa Musolino

videomaker Francesco Calabrò

Produzione Mulino Ad Arte

 

Alimentazione. Trasporto. Sovraffollamento.

Secondo la scienza sono questi i cardini su cui agire per invertire la rotta che sta portando la specie umana verso l’ineluttabile rischio di estinzione. La “rivoluzione green” trae linfa dalla consapevolezza di quanto le azioni del singolo abbiano una ricaduta sul sistema globale. L’uomo invece è portato a demandare la soluzione dei problemi ambientali alla politica, alla scienza, alla tecnologia. Dietro a questo scarico di responsabilità c’è il concetto di rinuncia. Sono poche le persone disposte ad abbracciare la decrescita come filosofia auto conservativa. Il nostro assetto economico di stampo capitalistico si basa sulla creazione di bisogni e così il possesso è diventato sinonimo di benessere.

Ecco creato il cortocircuito: bisogni infiniti per un mondo di risorse finite.

Un semplice muratore, Pino, interpretato dal poliedrico Ugo Dighero, si ritrova catapultato in un “non luogo in un non tempo”, costretto a interrogarsi sulle proprie scelte individuali. A metterlo in crisi è Kesedaran, interpretato da Daniele Ronco, un misterioso personaggio che viene dal futuro per portare consapevolezza.

Sarà pronto Pino a confrontarsi con il futuro, a trasformare la consapevolezza in azioni concrete, ad accettare che il fantomatico “sistema corrotto” di cui si parla siamo noi stessi e non qualcosa che sta sopra di noi su cui non abbiamo alcun potere?

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 22 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022

 

L’OPERA DEL FANTASMA

di

Chiara Bonome e Mattia Marcucci

regia di

Chiara Bonome

con

Simone Balletti, Chiara Bonome, Valerio Camelin,

Chiara David, Sebastian Gimelli Morosini, Mattia Marcucci

scenografia Giorgia Di Pietrantonio

costumi Sheila Grazini e Giulia Pagliarulo

musiche a cura di Gianmarco Palluzzi

disegno luci Valerio Camelin

foto di scena Manuela Giusto

Produzione Attori & Tecnici

Brillante black comedy, affronta con ironia le vicende di una compagnia teatrale che, durante la messa in scena di uno spettacolo, si vede privata della figura del regista, colpito da un improvviso attacco di cuore. La prematura scomparsa del regista dà vita a un susseguirsi di situazioni esilaranti e inaspettate, prima su tutte la sua apparizione come fantasma intento a scoprire le reali cause della sua morte, e a un inarrestabile succedersi di eventi che, invece di aiutarlo a risolvere il mistero, fa emergere altri segreti e torbide verità.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo

 

 

Dal 4 al 16 gennaio 2022

 

LA BOHEME

Opera in quattro quadri di Giacomo Puccini

libretto di Giacosa e Illica

regia Giancarlo Nicoletti

direzione musicale Amelia Felle

con

Silvia Susan Rosato Franchini, Dolores Carlucci, Alessandro Fiocchetti, Daniele Falconi, Giorgia Costantino, Anna Maria Borrelli, Vladimir Jindra, Jorge Arbaza Sutter, Ivan Caminiti, Vittorio Ferlan Dellorco, Matteo Nardinocchi

al pianoforte Umberto Cipolla e Victoria Merkulyeva

scene Alessandro Chiti – costumi Vincenzo Napolitano

disegno luci Daniele Manenti – aiuto regia Giuditta Vasile

organizzazione Laura Cuomo e Cinzia Storari – ufficio stampa Rocchina Ceglia

foto Luana Belli – grafica Ruggero Pane

Co-Produzione Altra Scena & I due della città del sole

Il capolavoro pucciniano messo in scena come fosse una lettura contemporanea di un testo classico del repertorio di prosa: un pianoforte, otto artisti (cantanti e musicisti) di eccezionale valore e una messinscena dal respiro moderno, cinematografico, diretto e avvincente, fuori dagli stilemi dell’opera tradizionale, ma pienamente agganciata alla drammaturgia musicale pucciniana, senza tagli e senza compromessi sulla partitura originale. Per dimostrare che l’opera è un linguaggio straordinario e universale, capace – come i classici – di mutare forma e sostanza, senza tradire la sua essenza più intima; per recuperare il pubblico giovane a questa forma d’arte e ricordarci che anche l’opera lirica può essere attuale e contemporanea, pur nel grande rispetto dello spartito e del dettato musicale. Un’operazione innovativa pensata per i teatri di prosa e che si presta, per la sua grande quota di coraggio e ambizione, a divenire un piccolo “caso” nazionale e a ripensare l’equazione per la quale l’opera lirica sia esclusivo appannaggio degli enti lirici e che sia impossibile pensarla in maniera nuova, contemporanea e innovativa, senza tradirne l’essenza e con profondo rispetto della tradizione.

Protagonista un cast di talenti provenienti dal Conservatorio di Santa Cecilia sotto la guida del grande soprano internazionale Amelia Felle e del regista Giancarlo Nicoletti: Silvia Susan Rosato Franchini, Dolores Carlucci, Alessandro Fiocchetti, Daniele Falconi, Giorgia Costantino, Anna Maria Borrelli, Vladimir Jindra, Jorge Arbaza Sutter, Ivan Caminiti, Vittorio Ferlan Dellorco, Matteo Nardinocchi. Al pianoforte Umberto Cipolla e Victoria Merkulyeva; le scene sono di Alessandro Chiti e i costumi di Vincenzo Napolitano. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Clivis e con Vox Unica.

 

 

Dal 18 al 23 gennaio 2022

 

LA PIANISTA PERFETTA

Spettacolo e concerto dal vivo su Clara Schumann

di

Giuseppe Manfridi

con

Guenda Goria e Lorenzo Manfridi

 

assistente regia

Felice Panico

 

regia di

Maurizio Scaparro

 

Produzione Compagnia Mauri – Sturno

 

“La mia immaginazione non può figurarsi una felicità più bella di continuare a vivere per l’arte.” Così Clara Schumann descrive la sua vocazione più profonda, quella per la musica.

Forgiata nella tecnica dal padre Friedrich Wieck, Clara diventa sin da giovanissima concertista di fama mondiale: la più grande pianista dell’ottocento ma anche una donna coraggiosa, intellettuale, madre affettuosa di otto figli, innamorata. Ed è proprio l’amore che permea nella sua musica, l’amore per la vita e l’amore per un uomo, Robert Schumann, compositore e figura di spicco del romanticismo tedesco.

Un amore tormentato ma profondissimo quello tra Clara e Robert che trova il suo triste epilogo quando una malattia sopraggiunge a consumare le capacità intellettive di lui, fino a portarlo lentamente a spegnersi.

E saranno le cinque linee del pentagramma il rifugio di Clara, le note saneranno le ferite del suo cuore e quell’armonica successione di tasti bianchi e neri darà conforto a questa grande donna che donerà alla musica tutta sé stessa, che continuerà a lavorare dopo la morte del marito per diffondere la sua musica – troppo avanti per il gusto dell’epoca ma che troverà postuma fortuna.

Il Pianoforte, al centro della scena, sarà il protagonista assoluto suonato dal vivo da Guenda Goria che, in una progressiva rarefazione di tempo e spazio, racconterà sin nel profondo la forza vitale di Clara, donna che ha tradotto in arte la sua intera esistenza in un momento preciso, il pomeriggio prima di un importante concerto che potrebbe cambiare le sorti della sua carriera; un pomeriggio sbagliato in tutto sembra far presagire il primo insuccesso della vita di Clara. L’ accordatore che non arriva, il baule smarrito, le lettere che sopraggiungono ad annunciare l’internamento del marito Robert Schumann in ospedale psichiatrico offrono l’affresco di una donna che a trent’anni è già madre di otto figli e leggenda della musica mondiale.

 

 

Dal 25 al 30 gennaio 2022

 

LE ISOLE DEL TESORO

da Robert Louis Stevenson

di

Giuseppe Cederna e Sergio Maifredi

con

Giuseppe Cederna

regia di

Sergio Maifredi

 

Produzione Teatro Pubblico Ligure

 

Due isole. Quella inventata dalla fantasia di Stevenson e quella reale, in Grecia, dove Giuseppe Cederna fugge ogni volta che può, per ritrovare il ritmo del respiro, per mantenersi vivo e continuare a sognare. Lo spettacolo è una festa alla gioia di narrare storie, le storie sono luci nel buio.

Giuseppe Cederna e Sergio Maifredi intrecciano il racconto di Stevenson con la vita dello scrittore, avventurosa quanto i suoi romanzi, in un gioco di specchi che ci riflette in un labirinto tra avventura reale e letteraria.

Un attore è impegnato nelle prove di un nuovo spettacolo, L’isola del tesoro di Stevenson, quando, improvvisamente, tutte le date saltano, le tournée si cancellano. Superato il primo smarrimento decide di partire: in momenti come questi la fuga è l’unico modo di mantenersi vivi e continuare a sognare. Parte per la sua isola greca, per ritrovarsi, per ritrovare il lavoro della terra, la bellezza dell’ospitalità mediterranea. E lì, comprenderà che quella è la sua isola del tesoro e che il suo destino, come quello di Stevenson è accendere luci nel buio, raccontare storie.

Così riprenderà le prove, trascinando noi spettatori nel ritmo serrato delle avventure di lupi di mare, capitani di lungo corso, pirati e ammutinamenti: una caccia al tesoro in mari lontani insieme al giovane Jim Hawkins, che da semplice mozzo diventa l’intrepido protagonista della spedizione, al feroce e leggendario pirata Long John Silver.

 

 

Dall’1 al 6 febbraio 2022

 

BELLE ÉPOQUE E POLVERE DA SPARO

atto unico di

Paolo Coletta

testo e musiche originali Paolo Coletta

canzoni repertorio Café Chantant

con

Margherita Di Rauso e Lello Giulivo

elementi di scena Iole Cilento

costumi Lucia Mariani

coreografie Cristina Arrò

assistente alla regia Eleonora Scarponi

regia Paolo Coletta

accompagnamento musicale dal vivo con Susette Bon Bon Jazz Trio

Produzione Golden Show

Napoli, 23 maggio 1915. Su un palcoscenico deserto, Susette Bon Bon, sciantosa eccentrica, riceve la visita di un detective sulle tracce dell’impresario Gaetano Capraja, denunciato dalle ballerine del Salone Margherita per mancato pagamento e altri delitti. In realtà Susette non è altro che Gaetano sotto mentite spoglie, deciso a sfuggire all’interrogatorio e all’arresto. È l’inizio di una serie di equivoci, seduzioni sbagliate, mascheramenti e cambi di identità inaspettati, fino alla sconcertante rivelazione finale che condurrà i due protagonisti della storia a ritrovarsi uniti dalla speranza di una nuova vita. A separarli di nuovo ci penserà l’entrata dell’Italia in guerra.

Paolo Coletta scrive e mette in scena per Margherita Di Rauso e Lello Giulivo una commedia con musiche originali, a partire dalle canzoni del celebre repertorio del Café Chantant, da Ninì Tirabusciò a Lariulà, da ‘A frangesa alle macchiette più famose di Maldacea e Viviani, ambientata nella leggendaria stagione che consegnò alla Storia uno dei periodi più folli, effimeri, edonistici e creativi della modernità: la Belle Époque.

 

 

12 e 13 febbraio 2022

 

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA

di

Maria Antonietta Bertoli

regia di

Carlo Lizzani

Produzione Attori & Tecnici

I bambini non conoscono Don Chisciotte. Si fa generalmente la sua conoscenza quando si è più grandi. Eppure Don Chisciotte diventa subito loro amico. Forse sarà per la sua buffa figura magra e allampanata, forse per la simpatia del suo servitore Sancio Panza, ma è come se i bambini avessero da sempre conosciuto il mondo di Don Chisciotte.

Quante volte ci siamo divertiti, nella nostra infanzia, a vivere in prima persona le favole che ci raccontavano i nostri genitori o i nostri nonni e che poi leggevamo da soli diventati più grandicelli? Alzi la mano chi non ha immaginato mai di affrontare un drago o di sfidare un mago cattivo. E poi c’è una Fatina buona e magica, come quella di Pinocchio, che si chiama Dulcinea, di cui Don Chisciotte è innamorato e che accende la sua fantasia e lo fa volare nelle mille avventure del mondo delle Fiabe insieme al suo amico, fedele servitore, Sancio Panza.

E poiché Don Chisciotte non è altro che un bambino con il corpo di un adulto, vuole anche lui giocare ed essere un personaggio delle Favole: un Cavaliere Invincibile!

Gli adulti, si sa, non giocano mai e dicono di lui, grande e grosso, che è un pazzo perché ancora crede al mondo delle favole. Ma è poi pazzo davvero Don Chisciotte o questa è solo l’invidia dei grandi che non sopportano di vedere uno di loro che si diverte moltissimo, come un bambino appunto, mentre loro si annoiano e lavorano tutto il tempo in ufficio o fanno la spesa al supermercato?

Don Chisciotte semplicemente ha deciso di smettere di avere una vita da adulto per poter giocare tutto il giorno col suo amico Sancio. Tutto il mondo, per lui, è fatto per giocare.

Che Don Chisciotte sia un bambino che gioca lo si vede anche da come usa le cose. Le cose non sono quello che sono ma vengono cambiate, usate in mille altri modi. Don Chisciotte per esempio vede un secchiello e subito immagina che sia un elmo magico e se lo mette in testa. Sancio Panza suggerisce una via di mezzo tra fantasia e realtà dandogli il nome di “secchielmo”.

Anche i bambini, si sa, fanno così quando giocano. Tutto lo spettacolo è fondato sull’Immaginazione che spinge i nostri eroi a giocare. Lo spettacolo vuole far conoscere in questo modo ai più piccoli i momenti importanti del romanzo di Cervantes. Comunque, anche ai più grandi, un ripasso di Fantasia e Magia non farebbe certo male. Buon Don Chisciotte a tutti!

 

 

Dal 24 febbraio al 6 marzo 2022

EFFETTO SERRA

di

Alex Jones

traduzione Antonia Brancati – adattamento Stefano Messina

con

Viviana Toniolo e Roberto Della Casa

scene Gianluca Amodio

costumi Isabella Rizza

musiche Pino Cangialosi

luci Valerio Camelin

foto Manuela Giusto

regia di

Stefano Messina

Produzione Attori & Tecnici

Tom e Sally vivono nella loro casa sul fiume e lì da generazioni gestiscono la loro attività. Piove e si preparano ad affrontare come ormai da molti, troppi anni, l’ennesima esondazione. Piove, incessantemente piove, il fiume sale sempre più minaccioso come mai era successo. I telefoni non funzionano più, le trasmissioni radio si interrompono. Raccolgono acqua, viveri, oggetti personali, tutto quello che possono e su una piccola imbarcazione trovano salvezza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Sembra davvero la fine del mondo.

Tra dolci ricordi e rimpianti, amore e rabbia, disperazione e speranza, nel momento in cui tutto sembra perduto, nasce prepotente il disperato attaccamento alla vita. Un testo, uno spettacolo, che pur conservando il tono della commedia, affronta il tema del cambiamento climatico causato dall’uomo e le disastrose conseguenze che ne produce. Un invito a fare tutti noi un po’di più per la nostra sopravvivenza su questa terra, per non privarci di essere partecipi del meraviglioso miracolo della natura.

 

 

Dall’8 al 13 marzo 2022

 

SCOOP

(Donna Sapiens)

di e con

Giobbe Covatta

regia di

Giobbe Covatta e Paola Catella

Produzione Papero Srl

SCOOP: DONNA SAPIENS, è il titolo del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta che vuole dimostrarci, col suo linguaggio irriverente e dissacratorio, la superiorità della donna sull’uomo.

Per convalidare tale tesi il comico spazia dalla storia, alla sociologia, alla medicina e da ogni punto di vista il maschio della razza umana esce perdente e ridicolo rispetto alla donna.

Non mancano interviste impossibili con personaggi importanti che supportano tale tesi: da Dio stesso, che svela gli esilaranti retroscena della creazione dell’uomo e della donna, fino a un improbabile uomo del futuro che ci mette in guardia sui rischi di un mondo assoggettato all’arroganza maschile, passando per Nello, il povero membro maschile che chiede aiuto per le sue pessime condizioni di vita, schiavo dei ridicoli appetiti sessuali del suo padrone.

Giobbe Covatta dimostra nel suo modo comico e surreale il proprio amore e rispetto per le donne, a cui dedica in finale un poetico omaggio.

 

 

Dal 15 al 20 marzo 2022

 

MUSEO PASOLINI

scritto e diretto da

Ascanio Celestini

Produzione Fabbrica Srl

Secondo l’ICOM (International Council of Museums) le 5 funzioni di un museo sono: ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione. Come potrebbe essere un museo Pier Paolo Pasolini?

In una teca potremmo mettere la sua prima poesia: di quei versi resta il ricordo di due parole “rosignolo” e “verzura”. È il 1929. Mentre Mussolini firma i Patti Lateranensi, Antonio Gramsci ottiene carta e penna e comincia a scrivere i Quadreni dal Carcere. E così via, come dice Vincenzo Cerami: “Se noi prendiamo tutta l’opera di Pasolini dalla prima poesia che scrisse quando aveva 7 anni fino al film Salò, l’ultima sua opera, noi avremo il ritratto della storia italiana dalla fine degli anni del fascismo fino alla metà degni anni ’70. Pasolini ci ha raccontato cosa è successo nel nostro paese in tutti questi anni”.

Ascanio Celestini ci guida in un ipotetico MUSEO PASOLINI che, attraverso le testimonianze di uno storico, uno psicanalista, uno scrittore, un lettore, un criminologo, un testimone che l’ha conosciuto, si compone partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci a acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperarlo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Cosa possiamo comunicare attraverso di lui? E infine: in quale modo dobbiamo esporlo?

 

 

26 e 27 marzo 2022

 

LE SFACCIATE MERETRICI

Donne del Risorgimento italiano

testo e messa in scena a cura di

Chiara Bonome

con

Virginia Bonacini, Valerio Camelin, Andrea Carpiceci e Chiara David

datore luci Simone Balletti

foto di scena Sebastian Gimelli Morosini

disegno in locandina Marco Foscari

riprese Andrea Carpiceci e Simona Panatta

montaggio video Andrea Carpiceci

organizzazione Silvana Lalli

segreteria Vito Lo Re

Produzione Attori & Tecnici

La storia del Risorgimento, per tradizione, è sempre stata declinata al maschile. In realtà, non è fatta solo di uomini straordinari, ma anche di donne straordinarie, nella maggior parte dei casi dimenticate dalla memoria storica. Eppure, la loro presenza è sorprendente: donne di ogni estrazione e provenienza sociale, nobili, borghesi, popolane, contadine di tutte le regioni d’Italia si scoprirono appassionate di politica e libertà, abolirono le loro differenze di classe e combatterono insieme per un obiettivo unitario. Le donne fecero risorgere l’Italia, e l’Italia fece risorgere le donne. Senza rinnegare il ruolo di madri, mogli, compagne, sorelle, amiche, non vollero rispettare i destini a loro riservati dalla tradizione. Volevano partecipare! E le loro idee si rivelarono decisive in molte situazioni. “Le sfacciate meretrici” vuole essere un omaggio all’impegno e al coraggio di tutte le donne che hanno contribuito all’indipendenza e all’Unità italiana accanto e al pari degli uomini, attraverso il racconto di alcune delle loro storie così incredibili, eppure vere.

 

 

Dal 29 marzo al 3 aprile 2022

 

IL TEST

di

Jordi Vallejo

traduzione di Piero Pasqua

con

Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi 

scene Andrea Ceriani – costumi Sandra Cardini

light design Francesco Bàrbera foto Tommaso Le Pera

regia Roberto Ciufoli

Produzione La Bilancia e PiPa

Hèctor e Paula, una coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla?

Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite, forse per sempre.

I test appassionano, la ricerca della giusta risposta per mostrare di essere intelligenti, acuti, pronti, à la page, ha mantenuto un fascino intramontabile.

Cosa può mai nascondersi dietro l’innocuo “è meglio un uovo oggi o la gallina domani”? Rispondere “dipende dallo stato di salute della gallina” denota sagacia, cinismo o analisi pragmatica?

Qualunque sia lo scopo di un test, il risultato finale sarà sempre una scoperta o la conferma di un comportamento che addirittura può sconvolgere chi viene “testato”. È il nostro caso.

I protagonisti della nostra storia vengono letteralmente travolti dagli esiti di quello che all’apparenza è solo un inoffensivo test comportamentale: preferisci la voracità del morso qui e ora o la pazienza dell’attesa di un futuro piatto più sostanzioso? IL TEST va in scena, potete accontentarvi del morso di una sera o tornare e testare la ricchezza del piatto.

 

 

Dal 5 al 13 aprile 2022

 

QUESTA È CASA MIA

– Dolor Hic Tibi Proderit Olim –

scritto, diretto e interpretato da

Alessandro Blasioli

disegno luci Marco Andreoli

scenografia Alessandro Blasioli e Andrea Corvo

foto di scena Manuela Giusto

grafica Antonella Minacore

Produzione Attori & Tecnici

Questa è casa mia è il racconto della sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana, i Solfanelli, in seguito al terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo il 6 Aprile 2009 e alla conseguente gestione del post sisma; è la storia di un’amicizia, quella tra Paolo, aquilano e figlio unico dei Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch’essa dalla potenza della natura e dall’iniquità dell’uomo.

Il monologo, di carattere civile, è la naturale evoluzione del corto teatrale “A Vostra completa disposizione!”, vincitore di diversi premi e riconoscimenti; mediante la tecnica del Teatro di Narrazione e con solo una sedia ed una recinzione metallica per scenografia, sono raccontati con acuta ironia i momenti successivi al sisma e le scelte dello Stato per farvi fronte attraverso gli occhi del giovane aquilano: gli hotel della costa, le tendopoli ed il progetto C.A.S.E., il Movimento delle Carriole, le New Town; un punto di vista nuovo che avvicina il pubblico alla realtà del capoluogo abruzzese e, più in generale, alla realtà di tutti quei paesi che versano nella stessa condizione de L’Aquila, evidenti vittime dell’inefficienza della macchina statale prima ancora che della Natura, in uno dei Paesi Europei a più alto rischio sismico.

 

 

Dal 19 al 22 aprile 2022

 

Manifestazione

È UNA GOCCIA NEL MARE

Sì, ma tante gocce fanno il mare!

di

Viviana Toniolo

«Stiamo tutti vivendo in un mondo difficile e in un periodo difficilissimo. Se noi cittadini non ci impegniamo a difenderci, partecipando attivamente per migliorare i nostri comportamenti, verremo sopraffatti. La sostenibilità ambientale è a un punto cruciale per noi e i nostri figli. L’indifferenza, il pessimismo e il negazionismo sono i nostri nemici. Dobbiamo combattere questi sentimenti negativi che serpeggiano fra un grande numero di persone.

Nel mio piccolo, direttrice artistica del Teatro Vittoria di Roma, ho pensato che sia giusto dedicare a questa problematica una settimana di incontri con personalità della Scienza e della Cultura che parteciperanno a dibattiti e conferenze. Mi è stato detto “tanto non serve a niente”. La mia risposta è il titolo per comunicare la manifestazione: “È UNA GOCCIA NEL MARE? SÌ, MA TANTE GOCCE FANNO IL MARE”.

Il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra: ho deciso, quindi, di dedicare la settimana dal 19 al 24 aprile a questo evento, a cui parteciperanno il professor Mario Tozzi, il giornalista Marco Frittella (entrambi presenteranno anche il loro ultimo libro), lo scrittore Italo Moscati, le Associazioni “Plastic Free Onlus” e “Fridays for Future” (i ragazzi di Greta dell’associazione romana).

Con il format “TEATRO A PEDALI” si permetterà al pubblico di essere protagonista di un’esperienza divertente, originale e, soprattutto, green. 3

Grazie alla pedalata degli spettatori sarà possibile una completa auto – sostenibilità degli eventi che si svolgeranno sul palcoscenico. Le biciclette messe a disposizione sono collegate ad un sistema di co – generazione elettrica che alimenta l’impianto audio – luci del palcoscenico.

Spero ci possa essere attenzione, collaborazione e sostegno a questa iniziativa che vorrei proseguisse anche nei prossimi anni al Teatro Vittoria, che dovrà essere un luogo non solo di spettacoli e Cultura, ma anche di incontro per affrontare problematiche che riguardano la vita di tutti noi. Viviana Toniolo – Direttrice artistica

 

 

Dal 5 al 15 maggio 2022

 

GLI AMICI DI PETER

adattamento dal film di Kenneth Branagh

di

Jean Baptiste Martin, Olivier Macè, Frédéric Martin

traduzione a cura di Giovanna Napolitano – adattamento Stefano Messina

scene Alessandro Chiti

costumi Isabella Rizza

con

Chiara Bonome, Andrea Carpiceci, Chiara David, Virginia Bonacini, Chiara Della Rossa,

Stefano Di Lauro, Stefano Flamia, Mattia Marcucci

e con Simonetta Graziano

regia Stefano Messina

Produzione Attori & Tecnici

Sei amici, ex componenti di un gruppo universitario di teatro, si ritrovano dieci anni dopo, invitati da Peter, nella sua grande residenza di campagna a festeggiare il Natale. Proprio dieci anni prima in quella casa, sempre in occasione del Natale, fecero il loro ultimo spettacolo insieme. Durante il soggiorno, alla nostalgia per i bei tempi andati si unisce la consapevolezza di non essere diventati quello che si voleva. Peter sente fortissimamente l’incertezza del futuro, Andrew è annientato dalla moglie attrice di successo e accanita salutista; Roger e Mary si sono sposati, compongono gingles pubblicitari e condividono la tragedia della morte di uno dei loro due figli gemelli. Sarah giunge in compagnia di Brian, un giovane partner occasionale, e per i suoi atteggiamenti viene etichettata come una ninfomane affamata di sesso. Maggie donna problematica e sola è segretamente innamorata di Peter. Ma l’invito non sarà soltanto una riunione tra vecchi amici che si sono perduti, ma un appuntamento voluto da Peter per svelare loro una dolorosa verità. La felicità di ritrovare quelle persone con le quali hai condiviso momenti irripetibili della vita si mescola ai conflitti che inevitabilmente riaffiorano a distanza di anni per tutte le cose che non sono state dette, per i sogni andati delusi, o per il sapore di un bacio non ancora svanito.

In un sofisticato equilibrio che passa dai registri comici a quelli drammatici uno spettacolo su quella cosa fortissima e impalpabile che è il legame generazionale. Uno spettacolo sull’amore, sull’amicizia, sul sesso ed altre calamità naturali.

 

 

Dal 17 al 22 maggio 2022

IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO

ispirato al romanzo di Pino Cacucci

“In ogni caso nessun rimorso”

con

Elisa Proietti, Andrea Sorrentino e Mauro Pasqualini

musiche originali dal vivo Adele Pardi

curatrice del movimento scenico Annalisa Cima

sartoria Loretta Bertoni e Elisa Proietti

luci e assistente alla regia Mauro Pasqualini

regia collettiva e drammaturgia B o r g o b o n ó

Produzione Attori & Tecnici

 

Quella di In Ogni Caso Nessun Rimorso è una storia vera.

In Ogni Caso Nessun Rimorso parla della vera vita di Jules Bonnot, operaio, soldato e autista dell’autore di Sherlock Holmes; parla del suo sogno di una felicità rabbiosa, da lungo tempo accarezzata, che lo trasforma nel primo rapinatore a usare le automobili e nell’anarchico convinto di dover colpire la società borghese senza mezze misure, creando il caos, facendo più rumore possibile, rischiando il tutto per tutto. La giornalista Rirette Maîtrejean, lo scrittore Vicktor Serge, il capo della polizia Guichard e medici, prostitute, operai e direttori d’azienda sono gli altri protagonisti di questa storia: uomini e donne intenti a rivendicare ognuno un proprio diritto. Il diritto al lavoro, il diritto all’amore, il diritto alla vita.

In Ogni caso Nessun Rimorso è un urlo disperato che grida al mondo “non so come andrà a finire ma almeno avrò tentato”.

Una ragnatela fragile, travolta ben presto dal peso delle singole scelte individuali e delle rivoluzioni collettive.

Un viaggio lucido all’interno dell’animo umano, un viaggio profondo, che non fa sconti a nessuno, attraverso la storia di uomini e della loro epoca. Un’epoca d’ideali e terrorismo, di sfruttamento e lotte per la dignità. uno specchio. Lo specchio di molti uomini e molte epoche. Il nostro specchio. E soprattutto un monito. Qualunque sarà la scelta che prenderemo essa è destinata a cambiare la nostra vita.

 

 

Biglietti (prevendita inclusa):

intero: platea € 30, galleria € 24

ridotto (under 35/over 65): platea € 21, galleria € 16

ridotto under 18: platea € 15, galleria € 13

bambini (under 12): platea € 15, galleria € 14

 

Vendita on-line e info: www.teatrovittoria.it

 

 

 

La proposta del Teatro Vittoria al nostro pubblico, per la stagione 2021/22, sarà di ben 24 spettacoliDue commenti potrebbero venire spontanei:

“Che grande festa di teatro, quante possibilità di scelta e quanti attraenti spettacoli” oppure “Sono impazziti?!!”

Il nostro è stato un gesto d’amore e di rispetto per i lavoratori dello spettacolo e per il pubblico.

Dopo due anni di fermo quasi totale, sembrava giusto dare l’opportunità, alle compagnie che si sono dovute fermare per due stagioni, di poter tornare a riproporsi al pubblico, pubblico che tra l’altro aveva già acquistato i biglietti per assistere ai loro spettacoli.

Abbiamo accolto, per questa prossima stagione, tutti gli spettacoli che, nelle due stagioni precedenti, erano stati annullati e ne abbiamo anche proposti alcuni altri che ci sono sembrati interessanti. Questo vuol significare lavoro, lavoro, lavoro per gli operatori teatrali, almeno secondo le nostre intenzioni.

Finalmente si riparte, il green pass permetterà di ritornare alla normalità!!! Le ultime notizie invece ci contraddicono.

Se non ci saranno ripensamenti da parte di coloro che sono preposti a decidere della vita del Teatro Italiano, le normative ci dicono che malgrado green pass e tamponi negativi, da esibire agli ingressi dei teatri, il pubblico dovrà ancora mantenere il distanziamento, la mascherina e tutto come prima!

Questo può significare che molte sale non riapriranno, che molti produttori non produrranno, che molti lavoratori dello spettacolo rimarranno a casa. Non c’è da commentare!

 

                                                                                               Viviana Toniolo

                                                                                               Direttrice artistica

 

Condividi su:

Dettagli

Inizio:
16 Settembre
Fine:
22 Maggio 2022
Categoria Evento:
Tag Evento:
, ,

Luogo

Teatro Vittoria
Piazza Santa Maria Liberatrice, 10
Roma, 00153 Italia
+ Google Maps
Telefono:
06.5740170
Sito web:
http://www.teatrovittoria.it
Condividi su: