Enea: i Castellitto e la Roma Bene in anteprima al cinema Barberini

Enea è amore, è famiglia, è il bene a braccetto con il male. È borghesia, è resistenza, è conflitto generazionale. Ma soprattutto è Roma.

Vision Distribution e The Apartment presentano Enea in anteprima al cinema Barberini di Roma, l’8 gennaio 2023. Si tratta dell’opera seconda del figlio d’arte Pietro Castellitto, che lo scrive, dirige e recita nel ruolo di protagonista. A detta sua, il processo creativo, partito dalla dirompente scena finale, ha avuto come fine ultimo quello di portare sul grande schermo una Roma Bene realistica, senza vendersi all’ipocrisia del perbenismo. Castellitto racconta quello che egli stesso ironicamente definisce “il Vietnam di Roma Nord”, con l’aspirazione complessiva di creare un film quanto più vitale e non ideologico.

Benedetta Porcaroli e Pietro Castellitto

Enea è un ragazzo appartenente a una famiglia dell’alta società romana, coinvolto in un giro di droga assieme al migliore amico Valentino, un giovane eccentrico, appassionato di aviazione. Sebbene conduca una vita frivola, gestendo locali popolari e sottostando a dinamiche pericolose, lontane dallo stile di vita famigliare, Enea sogna l’amore e lo trova in Eva, una ragazza conosciuta al circolo di tennis.

Partendo dalla folgorazione avuta per il finale, l’autore si propone di rappresentare la morte priva di retorica. Una morte improvvisa, spiazzante, che in meno di un secondo arriva e spazza via tutto. Ma non solo, perché nel film ricorre una danza continua tra il bene e il male, intrecciati fino a confondersi. Enea il male lo critica difendendolo, come afferma Pietro Castellitto. Quest’ultimo cerca di contrapporsi fermamente a quell’ipocrisia tipica di chi, senza accorgersene, ne è vittima e allo stesso tempo carnefice. E poi ci sono le relazioni amorose. Dall’inizio alla fine esse sembrano portarsi dietro una scia di preoccupazione e frustrazione, dettata soprattutto dalla componente adulta della società. Quest’ultima sembra essere lo specchio di un’apatica morte interiore. Da qui anche i rapporti complessi all’interno delle famiglie, che denotano un forte conflitto generazionale, visibile attraverso numerosi aspetti.

L’amore si può dire essere uno degli aspetti centrali attorno a cui ruota l’intera pellicola. Esso si declina in modo diverso con ognuno dei protagonisti, evidenziandone aspetti particolari. Si tratta di amore quello tra Enea ed Eva, i quali portano con sé una forte simbologia che parte proprio dai loro nomi. Ma l’amore è anche intrinseco nel rapporto di amicizia tra Valentino ed Enea, tanto subdolo quanto carico di significato, portato a compimento con un solo frame finale.

L’amore lo ritroviamo forte anche tra gli adulti. Essi si dividono in famiglie per bene, dove i componenti, nonostante abbiano condotto una vita nell’apparente onestà e serenità, sembrano aver ormai perso quel desiderio di felicità e amore, soprattutto coniugale. E poi ci sono gli adulti “per male” (per citare Sergio Castellitto), i quali, al contrario, rivendicano un diritto romantico e drammaturgico della propria esistenza, come fa, ad esempio, Giordano (Adamo Dionisi).

Diverse le influenze cinematografiche, che portano a un accostamento quasi scontato di alcune scene a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, magistrale nel riportare su schermo la sfarzosa superficialità della Roma Bene. Ma Roma, in questo film, non è solo questo. Roma è molto di più. Una bocca pronta a mangiarci tutti se non ci facciamo amicizia. Il film effettua proprio una personificazione della città. Un modo di rappresentarla che ricorda quella propria di grandi nomi quali Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, registi che nella loro carriera cinematografica hanno reso centrale il loro rapporto speciale con Roma.

Infine, un grande merito riconosciuto a Pietro Castellitto, qui dimostrato alla perfezione, è quello di saper creare scene, ancor prima di dialoghi. Con l’aiuto di un’ottima fotografia, Enea si distingue proprio per una costruzione artistica e una cura minuziosa visibile in ogni sua scena. Una regia che, soprattutto vista l’esperienza ancora acerba, osa molto con cognizione di causa.

Giorgio Quarzo Guarascio, Benedetta Porcaroli, Pietro, Castellitto e Sergio Castellitto nel corso della conferenza stampa

Dalla conferenza stampa emerge anche una prevedibile curiosità attorno alla famiglia Castellitto. Pietro Castellitto dirige e recita al fianco sia del padre Sergio (al suo film numero 100) che del fratello Cesare. Ma non è finita qui. Nel film è presente una scena che mostra una cena di Natale, girata utilizzando tutti parenti reali della famiglia Castellitto. Ciò che sembra premere sia a Pietro che a Sergio però è sottolineare quanto di poco autobiografico ci sia nelle dinamiche caratteriali della famiglia. Il film si propone di essere, al massimo, un’autobiografia interiore. Il dato personale del regista si esplica attraverso i sentimenti del protagonista, le riflessioni interiori che provoca, il viaggio che compie, la crescita e il messaggio che vorrebbe restituire.

Enea uscirà l’11 gennaio 2023, distribuito con 250 copie da Vision Distribution. Il film è scritto e diretto da Pietro Castellitto e prodotto da Lorenzo Mieli e Luca Guadagnino. Il cast è composto da: Pietro Castellitto, Giorgio Quarzo Guarascio, Benedetta Porcaroli, Chiara Noschese, Giorgio Montanini, Adamo Dionisi, Matteo Branciamore, Cesare Castellitto, Clara Galante, Paolo Giovannucci, Sergio Castellitto

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