Earthphonia, la musica della natura incanta Parco Schuster

In una calda sera di luglio, negli spazi di Parco Schuster, Roma ha ospitato un dibattito quanto mai attuale sui delicati equilibri del pianeta Terra. L’ occasione l’ha fornita la presentazione di “Earthphonia: le voci della Terra” , progetto editoriale e musicale realizzato da Max Casacci. Sì proprio lui, 30 anni di presenza sulla scena, fondatore, autore e produttore dei Subsonica.

A Parco Schuster Casacci ha introdotto e proposto alcune tracce, incredibili, di un progetto musicale dove la protagonista unica e assoluta è la natura. Per anni, con pazienza certosina, ha inseguito e campionato suoni emessi dagli elementi, da animali e piante, da radici, fiumi e rocce. E poi i vulcani, per cui il contributo, ricchissimo, è arrivato dai rec del geologo Mario Tozzi, presente sul palco e autore di un capitolo del libro che è risultato costitutivo di Earthphonia. La pubblicazione vien proposta, in combo con il CD audio, da Slow Food Editore.

La sensibilità, che è appannaggio solo di chi nasce per fare musica, e potenti strumenti di editing digitale, hanno permesso di creare motivi del tutto assimilabili a musiche di produzione “umana” . La risposta del pubblico? Volti sorpresi, applausi entusiasti all’ascolto di melodie ascrivibili alla musica elettronica, a tratti new age e a tratti techno. Ma che invece sono solo prodotto di una centrifuga di sonorità omaggiate da Madre Natura. Quei rumori che solitamente l’uomo occidentale snobba.

Earthphonia ha raccolto preziosi contributi, oltre che da Tozzi, anche da artisti e personalità del calibro di Michelangelo Pistoletto, Mariasole Bianco, Stefano Mancuso e Carlo Petrini.
Un esercizio di fine arte, che è anche e soprattutto veicolo per un messaggio di salvaguardia: l’ascolto della natura deve diventare occasione per prenderne le difese. Senza se e senza più compromessi. Tozzi, nel suo intervento, ha sottolineato come non sia più prorogabile il ribaltamento del paradigma di rapporto tra uomo e natura. Per salvare il salvabile, urge che l’uomo abbandoni la presunzione di poter governare i processi e tutto ciò che lo circonda. Deve invece accettare che è la natura a governare e reggere il sistema.

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