di Claudio Riccardi

 

Presso la Galleria Basile Contemporary, in Via del Parione 10, nel cuore del centro storico, si può ammirare in questi giorni una raccolta di tele firmate Daniele Galliano. Il pluripremiato pittore torinese ritorna a Roma con Do you remember?, una personale che pone la lente sugli atteggiamenti delle persone, sole o inserite in contesti di comunità. Selezionata da Francesca Canfora, la mostra ha un titolo eloquente, che collega le opere in esposizione alle nuove abitudini determinate dalla pandemia di Covid-19.

Galliano, con tratti di pennello brevi e netti, disegna quadretti intimi in interni domestici. Coglie con prospettiva quasi fotografica situazioni di intimità privata. Muove da un pasto frugale all’ozio sul divano. Fino a svelare corpi nudi, senza filtri, nella loro naturale bellezza. Che ammalia, sorprende.

Poi allarga l’obiettivo, lo porta all’esterno e inquadra scorci urbani. In giornate ordinarie che lentamente scivolano verso il crepuscolo. Nel silenzio di strade senza automobili, di marciapiedi vuoti. Lontani, ma neanche troppo, echi di lockdown e zone rosse.

Galliano prosegue e si solleva da terra per cogliere dall’alto l’ordine/disordine dei contenitori di moltitudini: dalla piazza di un centro urbano alle piscine di un centro termale, da un agorà politico alle purpuree tuniche di un conclave, passando per le oceaniche adunate in spiaggia. Vita di comunità. Un caos calmo o agitato, concitato o silenzioso, a seconda del contesto e del protocollo.

Situazioni un tempo comuni e ordinarie. Ora non più, anche se, a distanza di due anni, progressivamente si stanno riaffacciando. Ma con “regole d’ingaggio” che prima non esistevano e con un retrogusto di timore e diffidenza.

Veloci pennellate, sfumature cromatiche e antropologiche. Galliano è acuto osservatore della realtà, descrive un universo umano ricco e variegato. Libero e spensierato. Lo colora di tinte ora calde ora fredde, a registrare felicità e conformismo, spontaneità e noia.

Visitabile da Basile Contemporary fino al 7 maggio, Do you remember? dà anche titolo alla tela, di dimensioni generose, che sublima il significato dell’intera mostra. Quella che da lontano appare come una parete indistinta di mattoni chiari/scuri, vista da vicino denota invece il genio dell’artista. Galliano prende spunto dalla fotografia analogica – la matrice dei negativi per lo sviluppo su stampa delle immagini impresse su pellicola – e posiziona una sopra l’altra decine di strisce orizzontali. Sequenze di pittura irregolari che osservate nel dettaglio animano istanti di vita quotidiana in dissolvenza. Centinaia di “finestre” che descrivono la fugacità del presente e l’inesorabile scorrere di un tempo che tiranno lascia poco spazio per la memoria e i ricordi. Evanescenti, destinati ad affievolirsi. Confeziona, Galliano, un prezioso ritratto collettivo dell’umano negli anni 2020: fragile, viziato, pieno di contraddizioni e tormenti.

La Galleria Basile Contemporary, gestita da Rosa Basile, apre al pubblico nei giorni dal martedì al sabato, ore 11- 20.

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