Degas a Napoli: tra disegni, monotipi, incisioni e sculture.

“Perché due colori, messi uno accanto all’altro, cantano? Si può davvero spiegare questo? No, così come non si può mai imparare a dipingere”. (Pablo Picasso)

E’ aperta al pubblico, dal 14 gennaio al 10 aprile 2023, presso il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli, una mostra eterogenea e ricca di bozzetti, paesaggi e schizzi di anime che raccontano la storia di Edgar Degas.

Era il 1855 quando il pittore conobbe Jean-Auguste-Dominique Ingres, che gli illustrò i principi alla base della sua visione dell’arte. Secondo il maestro lo scopo ultimo della pittura era quello di ricreare la bellezza eterna tramite l’unione del bello eterno e il bello naturale. In questo modo l’artista poteva catturare la natura intrinseca della realtà circostante e purificarla dalle sue imperfezioni. Oltre a queste lezioni teoriche, Ingres consigliò a Degas di esercitarsi nel disegno, perché soltanto così sarebbe stato in grado di diventare un ottimo pittore. L’anno successivo il giovane sbarcò a Napoli per poter studiare dal vivo l’arte dei grandi maestri partenopei.

E’ da questo viaggio così importante che nascono le opere in mostra, suddivise per temi di ricerca ed elegantemente disposte lungo le pareti seguendo una perfetta monocromia. Colpisce in particolare la seconda sezione, dedicata ad uno dei temi preferiti del pittore: la vita mondana.

Tra ballerine, corse di cavalli, serate fra teatri e caffè- concerto e “Maison Close” Degas esplora e viviseziona una società che cambia e, che, tra la frenesia di una vita fatta di luci, suoni e sfarzo, in una mondanità apparentemente senza limiti, nasconde al suo interno il dramma di chi da questo mondo è espulso.

Celeberrimo anche il noto legame tra Degas e il mondo della danza, largamente rappresentato nelle sue opere. Oltre a due sculture e preziose incisioni d’epoca, infatti, possiamo vedere anche il prezioso disegno per il celebre Carnets di Ludovic Halevy.

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