“Dati sensibili: New Constructive Ethics”. Bonci del Bene e le sue scomode interviste

«Hai mai immaginato di avere davanti a te un grosso pulsante che può cancellare dalla faccia del pianeta tutte le persone che lo rovinano? Cancellare simultaneamente, e in modo indolore, miliardi di persone evolutivamente non sviluppate, lasciando quelle aperte, tolleranti, intelligenti ed evolute. Ci hai mai pensato? Premeresti quel pulsante?».

Domande dritte, dure e taglienti, molto inopportune. Queste e diverse altre sono il cuore dello spettacolo di Teodoro Bonci del Bene, “Dati sensibili: New Constructive Ethics”, visto in scena a Ravenna presso il Teatro Rasi nelle due serate del 1314 gennaio 2023

Teodoro Bonci del Bene Ph. Federico Pitto

Il testo di Ivan Vyrypaev, giovane autore russo, purtroppo ancora poco conosciuto in Italia, ma pietra miliare per la drammaturgia europea, è portato in traduzione e regia dal corpo-voce di Teodoro Bonci del Bene che, con meticolosa arte di multiplo sdoppiamento, offre al pubblico tre interviste ad una psicologa, una biologa e un neurobiologo, condotte nel 2019 dalla New Constructive Ethics, una fantomatica azienda che si occupa di indagini sociologiche ad ampio raggio. Il fine della raccolta di datimolto sensibili”, è quello di costruire una possibile nuova etica ai fini della sopravvivenza della specie umana. E così il pubblico diventa superficie specchiante, testimone consapevole e non di una serie di domande e risposte che ritmicamente incalzano, si aggrovigliano ed intrecciano, mettendo a nudo senza troppi giri di parole tutto il fallimento e la condanna a cui l’umanità è destinata: l’estinzione

Ma non parliamo solo di grandi numeri, di ecologia, di disastri ambientali, di totalitarismi. Solo su di uno sgabello in velluto verde scuro, con due altoparlanti laterali che rimandano alternativamente il suono doppio dell’intervista, l’interprete entra dentro il complesso processo delle relazioni umane, del senso di fiducia reciproca, della capacità dello stare al mondo, un mondo che ha già impressa la data di scadenza. 

L’opera di Ivan Vyrypaev, classe 1974, è audace portavoce di una società senza filtri, ormai alla resa dei conti molto “salati” da pagare: il fallimento su larga scala e l’incapacità congenita di redenzione.

“Questo testo ci fa arrabbiare”- rivela Bonci del Bene nella video-intervista rilasciata a Federica Ferruzzi per Ravenna Teatro – “È qualcosa che non torna. Non torna niente. […] È un testo che più che denunciare, rileva, fotografa. Colui che osserva non può pensare di essere al di fuori di questo sistema.”

Allora dopotutto quella sedia solitaria su cui l’attore tiene l’attenzione della platea per circa un’ora e un quarto, diventa riflesso di ogni singolo posto a sedere nel buio della sala, superficie che brucia e che è stranamente scomoda. Come guardare un quadro di Maurits Cornelis Escher, cultore dell’arte dei frattali, costruttore di spazi impossibili per cui non si può più distinguere un dentro e un fuori, si ignora l’inizio e la fine del tutto.

 Il pubblico reagisce con qualche fremito, risata molto amara, colpi di tosse per cercare di smorzare l’aria tesa, un’energia nera che cancella la speranza. Ma è un tragico meraviglioso, ironico, leggero ed impietoso: «Restate sintonizzati per il notiziario delle catastrofi mondiali».

Complice chi ride, ma anche chi resta muto.

Teodoro Bonci del Bene Ph. Federico Pitto

Crediti

Dati Sensibili: New Constructive Ethics

di Ivan Vyrypaev

traduzione e regia Teodoro Bonci del Bene

con Teodoro Bonci del Bene

aiuto regia Francesca Gabucci

costumi Medina Mekhtieva

luci Davide Riccardi

tecnico Marco Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova

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