di Giulia Pernaselci

 

L’arena estiva del Teatro India si è colorata di una moltitudine di eventi fantascientifici con “Cronache della mutazione”, in scena il 25 e 26 agosto per la manifestazione “IF/Invasioni (dal) Futuro_New Era*2021”. Il progetto è di Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, con Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Silvio Impegnoso, Alice Palazzi, Roberta Zanardo, Anna Mallamaci, Fortunato Leccese.

La forma adottata è quella di un melologo sci-fi costruito su tre storie diverse, scritte rispettivamente da Alice Bradley Sheldon, Aliette de Bodard e Indrapramit Das, adattate da Roberto Scarpetti. L’aspetto intrigante che le lega è l’epoca trascendentale in cui sono ambientate; un futuro dalle coordinate temporali indeterminate e poco promettenti in termini di rapporti collettivi. Nel turbinio di scambi comunicativi si succedono immagini virtuali in movimento create da Maddalena Parise.

L’intera durata dello spettacolo è accompagnata dalle musiche composte da Gianluca Ruggeri, e dal suono della chitarra elettrica di Fabio Perciballi. Le note inizialisegnano l’aprirsi di un varco verso l’ignoto in cui degli individui hanno la tendenza fuorviante di annullarne altri. I corpi, assenti, mostrano estenuazione, riconoscibile anche attraverso i costumiminimali di Camilla Carè, bianchi o neri, senza sfumature inopportunamente raggianti.

La serata si avvia con La soluzione della mosca”, dal nome della tecnica per sterminare una razza ricercando l’anello debole, che in questo caso è l’aggressività maschile dovuta alla riproduzione. Un’epidemia si verifica sul pianeta terra. Le vittime sono esclusivamente donne, le quali spariscono dalla circolazione a vista d’occhio.

Nella seconda lettura Non sei solalaprotagonista è Agnès, una ragazza vietnamita che a lungo andare scopre l’amaro sapore della solitudine, sprofondando in una crisi d’identità. Ciò che le desta turbamento è l’esser imprigionata nelle sembianze di un Avatar che non le da modo di esprimersi per la persona che è veramente.

L’ultimo testo “La figlia di Muo-Kaè la descrizione minuziosa di una relazione amorosa tra una giovane e il leviatano alieno che l’adotta e se ne prende cura. Lei, a causa degli atteggiamenti maniacali di lui,è fortemente disturbata dalla sua presenza ingombrante.

Ben presto si intuisce che l’altro, umano, cyber, o mostro che sia, rappresenta un pericolo.

Gli attori prendendo la parola ci guidano nel vivo di mondi anomali, mettendoci in contatto con degli organismi viventi problematici.

Sta allo spettatore spostarsi in questi universi paralleli. Il trasloco cognitivo a primo impatto non è semplice, ma il riappropriarsi di una chiara visione della narrativa è facilitato a malincuore dal fatto che le tematiche affrontate, seppur romanzate, non si discostano così tanto dalla percezione del presente, da cui possiamo catalogare austeri indizi di una trasformazione sociale effettiva.

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