di Tonino Pinto*

 

 

Poco più di un mese fa pubblicato su Facebook, ho letto un bellissimo post di Carla Vistarini su Gina Lollobrigida, l’attrice italiana più conosciuta nel mondo a partire da quegli anni ‘50 che hanno segnato anche nel bene, la storia stessa del cinema italiano. Ma la Vistarini, non raccontava la biografia artistica della Gina nazionale, ma commentava giustamente con amarezza, come al traguardo dei 93 anni essendo nata il 4 luglio del 1927, portati peraltro con grande disinvoltura, apparsa recentemente sulla copertina di un noto rotocalco, anche la Lollo come è successo ad Alberto Sordi, sia stata volgarmente spinta nel baratro giudiziario di beghe di varia natura, raggiri, interessi e truffe. Una donna splendida, una vita artistica come attrice, come giornalista documentarista, è stata lei la prima a riuscire ad intervistare Fidel Castro a Cuba poco dopo la rivoluzione che destituì dal potere Fulgencio Batista. Un’esistenza, quella della Lollobrigida piena di film, in Italia e nel mondo: glamour, simpatia e gioia di vivere, insomma una vera diva internazionale come la definisce giustamente la Vistarini. Gina Lollobrigida, un’attrice senza padrini, un artista con la passione per la fotografia e la scultura, un vero sex symbol internazionale dei favolosi anni ’50 e ’60, con una carriera anche da primato al box office giocata fra Hollywood e l’Italia.

Ora, alla luce di tutto ciò nel ricordo di tante belle interviste fatte con lei, signora Lollobrigida, mi permetto da vecchio cronista di darle un consiglio, ma ignori tutto. Evviva la sua vita, renderà felici tutti quelli che la amano e sono tanti, al sottoscritto poi restano i suoi film su tutti “La provinciale” diretto nel 1953 da Mario Soldati. Con quel film io a 15 anni mi innamorai di lei signora Lollobrigida, si mi innamorai perdutamente di lei.  “La provinciale” era distribuito in Italia dalla Warner Bros, mio padre era uno dei dirigenti di quella grande società e quindi entravo gratis al cinema, in tutti i cinema, malgrado fosse vietato ai minori di 18 anni. Mamma mia che passione, quel viso, quegli occhi, quel corpo, in quelle scene in bianco e nero  con Gabriele Ferzetti, hanno significato molto per me e credo non solo per me. Quanti film “Vita da cani” di Monicelli, “Achtung! Banditi!” di Lizzani, “Fanfan la Tulipe” di Christian Jaque, “La bella della notte” di René Clair,  “Le infedeli” di Monicelli e Steno,  “Pane amore e fantasia” di Comencini con Vittorio De Sica,  “Il tesoro dell’Africa” di John  Huston, “La romana” di  Zampa,  “La donna più bella del mondo” di Robert Leonard al fianco di Vittorio Gassman, storia della celebre soprano Lina Cavalieri,  “Trapezio” di Carol Reed accanto a Burt Lancaster e Tony Curtis,  “Le bambole” di Bolognini e  quel capolavoro in televisione che è stato ed è ancora il “Pinocchio” di Comencini.  Quante storie, quanti amori belli, brutti, felici, dolorosi, sensuali e anche romantici, impossibile citarli tutti. Il 2 febbraio del 2018, Hollywood l’ha consacrata signora Lollobrigida con la posa della stella sulla “Walk of Fame”, 7 i David di Donatello, due Nastri d’argento, un Golden Globe, due nomination. Su iniziativa del nostro Presidente della Repubblica Cossiga, nel 1987, le è stato attribuito il titolo di Grande Ufficiale al merito della nostra Repubblica, nel 1985 anche a Parigi unitamente nel ‘92 della prestigiosa Legione d’onore.

 Personalmente cara signora Lollobrigida conservo gelosamente alcune nostre interviste, in particolare quella fatta sulla terrazza dell’hotel Excelsior a Venezia durante la “Mostra del Cinema”, dove lei espose le sue sculture. Quell’intervista la facemmo nella postazione in diretta con il mondo di “Rai Stereo 2”, dove parlammo della sua vita, dei suoi film, delle sue magnifiche fotografie, delle sue sculture, e io non ebbi il coraggio di chiederle come aveva fatto ad ottenere dal dittatore Fidel Castro quella famosa intervista ripresa dalle televisioni di tutto il mondo, ne lo chiesi a lui quando anni dopo lo incontrai personalmente all’Avana durante l’annuale “Festival latino americano”. Forse perché in fondo, ma molto in fondo, ero un po’ geloso e ancora oggi, dopo una vita passata in compagnia del cinema e dei suoi film signora Lollobrigida, quando la vedo sui giornali, in televisione devo confessarle che quell’amore vitale non si è spento, anche di questo le devo dire grazie signora Lollobrigida e naturalmente tanti auguri!!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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