Buffonate senza corte di Roberta Calandra

Prendere in mano “Buffonate senza Corte” (edizioni Zona Contemporanea) di Roberta Calandra è come essere travolti da un fiume di parole, da una corrente sotterranea che ti trasporta dolcemente ma con vigore da un tema all’altro, da una storia ad un’altra.

Non si fa nessuna fatica, le parole abbracciano il mondo intero e le storie sono la vita stessa, con le sue sfumature, i personaggi, i sentimenti.

Ognuno ha qualcosa da raccontare e lo fa con questo eloquio che ti cattura, talmente vivo da farti entrare all’improvviso in un altro universo e ti stupisci di quanto profondamente  sia dipinto e di quanto vividi siano i colori.

E proprio quando ti sei abituata a quella luce ecco che lo scenario cambia e via di nuovo verso un’altra riflessione.

Tanto materiale in questi tre volumi di Buffonate senza Corte: i due libri di Commedie e monologhi e i Drammi –teatro ragazzi e teatro danza.

Non c’è uno stile che Roberta Calandra preferisce rispetto ad un altro, tale sembra (e forse è) l’urgenza di comunicare che si passa da una pièce teatrale a un monologo, dai dialoghi alle lettere, tutti hanno la stessa forza, la stessa emozione.

Per non parlare delle situazioni surreali che riesce a creare e che, tuttavia, ci sembrano descrivere senza fatica la nostra quotidianità.

Come non divertirsi seguendo i malintesi di una signora rigida e goffa, neofita del magico mondo di internet che, cercando ricette di piatti tipicamente “meridionali”, incappa in un sito porno con personaggi comuni, intrappolati in un universo parallelo

Fa parte del capitolo “Claustrofobie (racconti di personaggi intrappolati in situazioni assurde)” pieno di ironia, di nonsense, di umorismo e cruda realtà

Così come Lydia che si ritrova improvvisamente intrappolata nella sua soap opera preferita dove i personaggi devono, loro malgrado, seguire il copione e la personalità che gli è stata assegnata dagli autori senza poter scegliere.

Oppure, il racconto “La pubblicità”, ambientato in un supermercato, un mondo finto dove nulla di male può succedere, fino a quando la signora della pubblicità del purè, ben vestita, con le perle al collo, il sorriso trionfante, esce dal cartellone con in mano il suo piatto pieno di purè di gesso…. e interagisce con le protagoniste. 

Per arrivare poi al divertentissimo “Incontinenze” serie di affermazioni che tutti noi vorremmo fare almeno una volta nella vita

La libertà di dire quello che vogliamo, così con noncuranza e senza nessun preavviso o limitazione.

Insomma non c’è piega dell’animo umano (ma i ritratti più profondi sono quelli femminili) che Roberta Calandra non abbia voglia di sondare, di capire, di mettere alla berlina con una satira diretta e a tratti feroce, che ci fa ridere e riflettere.

Nella visione del mondo di Roberta Calandra mai nulla è veramente assurdo, superficiale, irreale… anche quando tutto sembra esserlo e i dialoghi prendono una deriva paradossale, perché poi si arriva, ad esempio, alla sensibilità di un bellissimo racconto “C’è posto per me?” scritto in collaborazione con Barbara Valli per la giornata organizzata dal Tribunale per i diritti del malato “curati se ci riesci!”.

I pensieri si rincorrono con quel flusso spasmodico che tutti noi conosciamo, tipico dei momenti di crisi, quando la mente sembra accelerare, in un vortice dove tutto vale così come il suo contrario.

Ma ecco che adesso anch’io sto cercando di far entrare un mondo in un articolo, esercizio impossibile se non si ha la perizia e la facilità di scrittura di Roberta Calandra.

Quindi non resta che raccomandare di leggere i suoi libri e godere del suo linguaggio, dei suoi pensieri e della sua ironia.

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