di Tonino Pinto*

 

 

La notizia ha fatto in breve tempo il giro delle redazioni e delle agenzie di mezzo mondo, poche in Italia, dove il noto produttore cinematografico nonché ex senatore della Repubblica ed ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori, attualmente agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta, è stato raggiunto dalla buona novella di aver vinto un’importante causa legale in America. Vittorio Cecchi Gori il produttore più prolifico con il padre Mario del cinema non solo in Italia; ricordiamo fra l’altro di film come ”Silence” di Martin Scorsese, ”Mediterraneo” di Gabriele Salvatore, vincitore di un Oscar, ”La vita è bella” di e con Roberto Benigni vincitore di tre premi Oscar, ”Il postino” con Massimo Troisi, un Oscar, ”Una pura formalità”  del premio Oscar Giuseppe Tornatore, ”La voce della luna” di Federico Fellini, ”La leggenda del santo bevitore”, solo per citare qualche titolo di una libreria piena di film di grande valore artistico e commerciale. Una vita cinematografica ereditata dal padre Mario e condivisa con successo, coinvolto dopo la scomparsa, da una interminabile serie di vicende giudiziarie ancora tutte da chiarire che hanno compromesso le attività della “Cecchi Gori Group” e anche della sua vita personale.

Sposato e diviso dalla produttrice Rita Rusic, dalla quale ha avuto due figli, legato da una lunga relazione con l’attrice Valeria Marini, e con una serie di relazioni con varie protagoniste del gossip nazionale. La notizia diffusa dall’avvocato Gianfranco Passalacqua, legale Italiano di Vittorio Cecchi Gori arriva dagli Stati Uniti, dove la società del gruppo Cecchi Gori da tempo e con successo operavano anche ad Hollywood. Infatti, la Corte fallimentare californiana, ha condannato per condotta fraudolenta due ex collaboratori di Vittorio Cecchi Gori, colpevoli di “aver sottratto soldi e asset alle due società’ americane del gruppo facente capo al produttore”. La Corte di San Jose’ in California, ha condannato i due ex consulenti Giovanni Nappi e Gabriele Israilovici, per aver defraudato le due società’ del gruppo Cecchi Gori USA e la “Cecchi Gori Pictures”, attualmente in liquidazione, e condannati a restituire ventuno milioni di dollari. La Corte inoltre ha deciso, la restituzione alle suddette Società’, di tutti gli asset che fraudolentemente erano stati sottratti e trasferiti a società’ di comodo, in particolare il marchio, i diritti su soggetti e sceneggiature, tra i più’ rilevanti come “Ferrari” nonché’ i remake di film come “Seven” e “Il sorpasso”.

L’ultima volta che  ho incontrato Vittorio Cecchi Gori  appena ristabilitosi da problemi cardiaci fu nella casa dei genitori a Roma nel quartiere Parioli, in compagnia del grande pubblicitario Osvaldo  De Micheli che aveva curato in anni di collaborazione i “lanci” di buona parte della lunga filmografia della Cecchi Gori, entrambi invitati da Vittorio e dai registi Spagnoli e Isola che stavano realizzando un bel documentario sulla storia della famiglia Cecchi Gori, presentato poi con successo al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Ora, questa sentenza, accolta con soddisfazione da Cecchi Gori attualmente come dicevamo agli arresti domiciliari, apre all’opportunità’ di procedere penalmente dando mandato all’avvocato Marco Franco per far luce finalmente su tutte le vicende giudiziarie, compresi i diritti della miliardaria library su piattaforma Internet. Decisamente una buona notizia per i produttori di contenuti che adesso potranno finalmente tornare a confrontarsi con il consistente pacchetto di film di quella che è stata la prima “Major” europea al cento per cento Italiana.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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