Alonso: il Don Chisciotte dell’immaginario virtuale!

Lo scorso 15 e 16 marzo presso Fucina Culturale Machiavelli a Verona in scena un spettacolo tra teatro e virtuale.

Verona, 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica il neo maggiorenne Alonso (Matteo Bianchi) fa da richiamo ad un Don Chisciotte adolescente che abbandona le mura domestiche per iniziare a vivere a pieno il proprio immaginario. In questo spettacolo le premesse per un adattamento moderno del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes ci sono se non fosse che ciò che stiamo vedendo non avviene direttamente sul palcoscenico posto di fronte a noi bensì attraverso un visore che ci proietta in una dimensione di realtà virtuale.

Matteo Bianchi

Co- protagonista del film la raggiante Nina (Emma Bolcato), compagna di classe di Alonso e probabile richiamo al Sancho Panza del romanzo che affronta insieme al protagonista le sue avventure. Strade vuote, sentieri erbosi a lato del fiume Adige e boschi del veronese, il tutto in sella ad una rossa e vivace vespa, nobile cavalcatura e versione moderna del Ronzinante di Cervantes.

Tutto è visibile grazie all’utilizzo di specifici visori che ci proiettano in una narrazione cinematografica a 360° gradi dove il pubblico non è solo spettatore ma anche partecipe potendo vedere la stessa ambientazione da varie angolazioni e punti di vista, una visione “viva” che non può che coinvolgere completamente il suo pubblico.

Alle vicende virtuali e moderne dei giovani vi è lo scambio “fisico” con un Don Chisciotte presente sul palcoscenico in sala, qui interpretato dall’attore premio Ubu Andrea Cosentino. «Sveglia, siete svegli?»» ci chiama l’attore, facendoci togliere i visori per riportandoci ad una realtà in cui non riusciamo più a trovarci. Un cavaliere guida del nostro presente che ci fa ragionare sul ruolo analogo della tecnologia e della immaginazione. Due “luoghi”, quello del virtuale e del nostro immaginario, capaci di farci evadere e provare emozioni anche di simile intensità.

Poco dopo il viaggio di Alonso e Nina riprende, con un percorso fatto di incontri e battaglie: dalle pale eoliche in ricordo all’iconica battaglia dei mulini a vento di Cervantes alle grotte nascoste nei boschi dove possiamo perderci insieme ad Alonso in un’atmosfera magica e surreale.

Un viaggio che porta i due ragazzi a confrontarsi con il proprio reale, i propri problemi. Dall’insicurezza di Nina per il mondo alla solitudine di Alonso, senza la madre e un padre emotivamente assente. Dinamiche che ricordano al protagonista che la più vera e spaventosa avventura da affrontare è solo una: il viaggio dentro se stesso. Un mondo interno fatto di di incredibile immaginario ma anche di grande dolore e difficoltà.

La sfida che solo un vero cavaliere potrà superare, affrontando ed andando oltre la propria sofferenza, trovando nel aiuto del prossimo la propria inclinazione. Una sfida che tutti i cavalieri devono affrontare, una sfida chiamata crescita.

Matteo Bianchi ed Emma Bolcato

Gli attori del film trasmettono l’entusiasmo giovanile della vicenda contrapposta allo sguardo più maturo, anche se sempre ironico, del Don Chisciotte presente sul palco. Un palco allestito in chiave moderna dove manichini stilizzati e attaccapanni con bizzarri cappelli fungono da fulcro per arredo e vestizione dello stesso cavaliere. Un arredo fatto di amore e sentire per la propria ed altrui sofferenza di cui il teatro e il virtuale fanno veicolo.

Perché «vivere vuol dire sentire e sentire vuol dire vivere », dice Don Chisciotte in sala, sia esso immaginativo o virtuale, un sentire che unisce e avvicina.

ALONSO Don Chisciotte tra reale e virtuale di Miguel de Cervantes – un film di Sara Meneghetti – | Matteo Bianchi, Emma Bolcato, Andrea Cosentino e con Roberto Maria Macchi, Nunzia Messina, Lorenzo Bassotto, Mauro Bernardi,  Mirko Segalina, Sabrina Carletti, Livio Kone, Lucilla Fornaro, Jessica Grossule,  Lyfna Ialà, Laura Magni, Marco Ferraro – una produzione di Fucina Culturale Machiavelli e Ximula in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.

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