di Paola Tiriticco

 

Ci ha lasciati il 24 marzo Albert Uderzo, anzi Alberto come l’avevano chiamato i suoi genitori italiani, a 92 anni, portati con leggerezza, umorismo e tanto amore per il suo lavoro.

 Le sue opere ed i suoi personaggi gli sopravvivono, restano dopo di lui per continuare ad intrattenere e divertire non solo i bambini ma anche gli adulti.

Stiamo ovviamente parlando di Asterix, Obelix e di tutti gli abitanti del piccolo villaggio di galli che si oppongono allo strapotere arrogante di Cesare e dei romani.

Asterix aveva compiuto 60 anni l’anno scorso, era nato infatti il 29 ottobre 1959, insieme al giornale per bambini Pilote, dalla collaborazione tra Albert Uderzo e René Goscinny, “Asterix le Gaulois” la prima storia.

Il caso li aveva fatti incontrare, ancora entrambi giovani e squattrinati disegnatori di fumetti, ed un colpo di fulmine, come amava raccontare Albert, li aveva tenuti insieme fino alla morte prematura di Goscinny.

Dalla loro collaborazione era nato Asterix, voluto fortemente da Goscinny come antieroe, piccolo e piuttosto bruttino ma astuto e scaltro.  Tuttavia Uderzo aveva in mente un eroe grande, grosso,  forzuto ma impacciato, ed ecco quindi nascere il compagno di Asterix, Obelix, che si aggira nelle prime storie portando con sé un’ascia, che solo successivamente diventerà il famoso menhir.

Nascono poi tutti gli abitanti del villaggio e le loro storie di vita, così come quelle dei centurioni romani, in uno dei primi racconti compare il cane Idefix, che doveva essere un ospite temporaneo, ma che ha talmente conquistato i lettori da rimanere per sempre.

Il sodalizio tra Uderzo e Goscinny è di quelli che non conosce screzi e anzi si alimenta reciprocamente con battute, calambour e situazioni divertenti, i due amici finalmente liberi di dare vita ai personaggi da loro immaginati, trovano la via per il successo mondiale.

Le strisce di Pilote diventano presto racconti e libri tradotti negli anni in 111 lingue, facendo di Asterix il fumetto europeo più venduto al mondo con 370 milioni di copie, un parco a tema e quattro film nei quali gli eroici galli hanno preso vita nelle interpretazioni di un somigliante Depardieu- Obelix, Alain Delon-Cesare tutto preso dal suo ego, un Benigni-Detritus nei panni di un romano che cerca di rubare la pozione magica e addirittura Monica Bellucci che presta il volto a Cleopatra.

La collaborazione tra Uderzo e Goscinny segna un’epoca e cambia il mondo dei fumetti, fino ad allora riservato ai bambini e talmente di nicchia che era impensabile cercare di farne un mestiere.

Dichiara infatti Albert Uderzo in un’intervista:” il fumetto era guardato come un sottoprodotto, al massimo roba per bambini. Mio padre, d’origine veneta, non riusciva a capire come avrei potuto guadagnare un solo franco disegnando vignette. La mia vita, invece, è costruita sulle vignette: è la loro rivincita”

Lui che aveva vissuto nelle periferie degli immigrati, preso in giro perché italiano, era riuscito, con un altro immigrato, ebreo-polacco, a creare un mondo che diverte i bambini ma piace anche agli adulti, che richiama il passato ma senza pedanteria, che mostra sempre il lato più divertente e intelligentemente ironico della storia, compresa quella contemporanea.  Il mondo di Asterix è infatti sempre stato permeabile agli avvenimenti di attualità, a partire dal maggio francese fino ad arrivare a Charlie Hebdo e all’ultima storia dell’autunno scorso dove l’eroina è una giovane ragazza con le trecce.

Troppo presto Uderzo perde il compagno di lavoro e amico.  Goscinny muore drammaticamente nel 1977 a 51 anni durante una prova da sforzo in ospedale, il suo cuore non regge.

Uderzo, dimezzato soprattutto da un punto di vista psicologico, decide però di continuare da solo a disegnare e scrivere le avventure degli eroici galli.

E così continuerà a fare fino a quando, nel 2011, ha accettato di farsi aiutare da Jean-Yves Ferri come sceneggiatore e Didier Conrad al disegno.  Ma non ha mai voluto lasciare la supervisione delle storie e ha continuato a vigilare sulle sue creature.

Quel piccolo villaggio gallo, senza la pretesa di cambiare la storia, racconta solo le piccole beghe quotidiane, ha creato un mondo fantastico fatto di eroi pasticcioni e alla portata di tutti, di pozioni magiche misteriose e di romani anche loro alle prese con i guai di tutti i giorni, lontani dalla grandezza della Roma caput mundi, anzi, continua a risuonare l’ironia dell’italiano Uderzo “sono pazzi questi romani”.

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