di Tonino Pinto*

 

 

Il grande sognatore che ruppe gli schemi della musica.

Sono un vero sognatore, musicista, un po’ pittore, strimpellando sopra i tasti, molto spesso salto i pasti”. Questi versi per una canzone li scriveva parlando di lui, Leo Chiosso, uno dei più grandi autori di canzoni nell’Italia degli anni cinquanta e sessanta; quella dell’Oscar ad Anna Magnani, quella della Dolce Vita di Fellini, quella del cosiddetto boom economico. Quell’Italia che esaltava con una popolarità impressionante Fred Buscaglione, il Clark Gable della canzone in swing, che con i testi anche di Leo Chiosso e canzoni come Guarda che luna, Che notte, Eri piccola, Che bambola, canzoni che rompevano come avvenne anche con Carosone, il genere melodico spostando il gusto del pubblico verso il jazz e lo swing.

 

Il libro di Maurizio Ternavasio a 100 anni dalla nascita di Fred.

Faccia da schiaffi, piaceva con quel suo mezzo sorriso provocatorio arricchito da sbarazzini buffetti e la voce un po’ rauca da fumatore e bevitore di whisky, Fred Buscaglione che Quarta Parete ricorda a 100 anni dalla nascita il prossimo 23 novembre, grazie all’uscita in libreria del bel libro Semplicemente Fred di Maurizio Ternavasio. Buscaglione è stato uno degli uomini di spettacolo più richiesti e non solo come cantante, era dappertutto: nei club alla moda, dalla Bussola alla Capannina, dai locali romani ai teatri milanesi. La pubblicità se lo contendeva a suon di milioni, in televisione lanciato da Mario Riva, nel cinema prima come cantante scritturato da Luchino Visconti, poi con ruoli sempre più importanti come attore, incarnando la figura del simpatico spaccone.

 

Le donne, il successo e il brivido della velocità.

Girava due o tre film contemporaneamente, il mattino registrava spettacoli televisivi, la sera incideva dischi e la notte (che notte ragazzi…), cantava nei night spostandosi a bordo di una auto americana tutta rosa, una vistosa Ford Thunderbird che chiamava “Bella”, come una delle sue canzoni. Innumerevoli le sue foto sui tabloid con attrici come Scilla Gabel e Anita Ekberg  e forse stanco del suo personaggio di duro alla fine degli anni cinquanta iniziò ad incidere canzoni melodiche come Guarda che luna, Non partir scritta per lui da Giovanni Danzi e Alfredo Bracchi e Al chiaro di luna porto fortuna scritta da Carlo Alberto Rossi.

 

La sua improvvisa morte a 38 anni.

Ferdinando Buscaglione in arte Fred simbolo trasgressivo di una modernità in musica che stava cambiando i gusti melodici degli italiani, quel Fred che conquistava fra bionde, jazz, sigarette e whisky, morì in un terribile incidente con la sua macchina tutta rosa, schiantandosi contro un camion a Roma all’alba del 3 febbraio del 1960 mentre rientrava all’Hotel Rivoli, dopo una serata in una night di Via Margutta. Aveva solo 38 anni. La sua scomparsa fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni in quell’Italia che il boom economico stava  profondamente cambiando.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

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